DILLO CON I FIORI: LA MIMOSA

Acacia Dealbata: questo è il nome della pianta della mimosa e già da questo vediamo che essa ben si presta a rappresentare il mondo femminile, con tutte le sue contraddizioni e cambi di umore. Infatti il nome acacia deriva dal greco “akakía” , termine che indica la spinosità della pianta, mentre dealbata discende dal latino “dealbatus” che significa imbiancato, puro.

Imbiancato…

…e i fiori sono gialli!

Quando si dice che una donna dice sì per dire no e viceversa….direi che ci siamo!

E poi vanta origini… esotiche: arriva in Europa nell’800 dalla Tasmania, in Oceania, quindi ha un’allure di fascino e mistero.

Ma nel contempo è una pianta che non se la tira: si adatta molto bene ai climi temperati, può resistere a qualche gelata e sembra sapersi rigenerare anche dopo un incendio… insomma forte, pratica e resiliente, proprio come le donne.

Direi perfetta per divenire il simbolo della Giornata Internazionale della Donna.

MA LO SAPEVI CHE…

L’uso della mimosa come simbolo della Festa della Donna è un fatto tutto italiano che risale al 1944: furono le donne dell’UDI (Unione Donne in Italia) che presero l’iniziativa di celebrare la prima giornata italiana della donna l’8 marzo 1945, scegliendo come simbolo questo fiore di facile reperibilità e poco costoso (ricordiamo che l’Italia era ancora in guerra).

E da quel giorno la mimosa è diventata la preda di caccia di milioni di uomini terrorizzati dal rientro a casa a mani vuote la sera dell’8 marzo e la felicità di fioristi, vivaisti e ambulanti…

Ma questo fiore così “batuffoloso” (ehi accademia della Crusca… qui si compete con petaloso!) ha anche una leggenda tutta sua: la leggenda della regina Asar.

Moglie di Asan, re guerriero della Tasmania, la dolce e riservata regina Asar, fu mobbizzata dalle donne della famiglia del consorte (ah queste suocere che…”il mio bambino è così figo e così forte e tu non sei degna di lui!”) tanto che le perfide parenti riuscirono a convincere il guerriero grande grosso (e fregnone) a ripudiarla.

Costretta a lasciare anche i suoi figli, la donna implorò il marito di poter restare accanto a loro, ma davanti alla durezza del cuore di lui, la donna si accasciò a terra trasformandosi in un arbusto fiorito e dalle radici ben abbarbicate al terreno.

viva la mamma

Questo fiore, quindi, risulta carico di significati e regalando una mimosa noi parliamo di delicatezza, ma anche di forza e resilienza, per cui è perfetta per incoraggiare qualcuno che si trova in un momento di difficoltà, per dirgli… “Stai andando forte, apri tutte le porte, gioca tutte le carte, fai entrare il sole*…” , e soprattutto è perfetta per magnificare la forza, la dolcezza e la resilienza di ogni singola donna, insomma è un fiore che dice con voce forte e sicura “Vai sister! Wonder Woman ti “spiccia” casa!”

*Gianni Morandi “Apri tutte le porte” – Epic Records 2022

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